Carmen ha 10 anni e vive a la Forestal, un quartiere di Quito, la capitale dell’Ecuador, insieme alla madre, il patrigno e le sue quattro sorelle, in una casa dove i soldi non bastano mai, dove ogni giorno è una lotta per arrivare fino a sera. Con i genitori che faticavano ad arrivare a fine mese, Carmen ha dovuto fare una scelta che nessun bambino dovrebbe fare: lasciare la scuola. Si è ritrovata a vendere prodotti nelle strade vicino ai mercati di Chiriyacu, San Roque e SangolquÃ, luoghi caotici e rumorosi dove il sole picchia forte e dove molti bambini come lei trascorrono ore interminabili, cercando di racimolare quanto basta per aiutare la propria famiglia.
Carmen era una bambina timida e introversa, restia a parlare o giocare con altri bambini. La fame le stringeva lo stomaco e i pasti saltati erano diventati la normalità . Ricorda ancora con vergogna i giorni in cui sfinita dalla fame, rovistava tra i bidoni della spazzatura sperando di trovare qualcosa da mangiare.
Un giorno, mentre lavorava al mercato di San Roque, Carmen incontrò un educatore di strada del CENIT (Centro Integral de la Ninez y Adolescencia). Non poteva immaginare che quell’incontro, in mezzo al caos del mercato, avrebbe cambiato la sua vita.Qualcosa dentro di lei si mosse, Carmen decise di seguire il suo cuore e si presentò al CENIT, dove fu accolta a braccia aperte. Partecipò al suo primo campo estivo: per la prima volta dopo tanto lavoro, dimenticò le preoccupazioni quotidiane. Il campeggio, il nuoto e i giochi con gli altri bambini le regalarono entusiasmo e gioia. In quell’ambiente accogliente, Carmen si sentì finalmente libera di essere sé stessa e trovò amicizie sincere, fatte di risate e di un affetto che non chiedeva niente in cambio.
Poco a poco, la vita di Carmen cominciò a cambiare. Con il sostegno del CENIT, smise di lavorare per strada e tornò a scuola. Il rientro fu graduale e delicato: lezioni di recupero per colmare le lacune, giochi educativi per ritrovare la gioia di imparare. Oggi Carmen vuole recuperare il tempo perduto e lo fa con una determinazione che commuove. Dopo anni lontana dai banchi, i suoi occhi brillano ogni volta che entra in classe, non più appesantiti dalla stanchezza, ma colmi di gioia e di speranza per la nuova giornata che l’aspetta.







